dopo tanto penare questo è il link al racconto:
Abbiamo un blog per Scrivere e cosa volete che mi ci si sieda sopra, che faccia l’ovo o che spetti maggio.No no voglio scrivere, commentare, essere commentato.Si sente di rado ormai l’espressione “aspettare maggio”. Da piccolo il babbo diceva “non mi par mill’anni di….” . L’espressione mill’anni l’ho trovata su un libro di poesie di Lorenzo il Magnifico, sì proprio quello che diceva – con un miliardo in tasca – “chi vuol essere lieto sia di domani non c’è certezza”. Dopo aver letto Celine sono diventato più aspro con i ricchi....
Trovo qui abbastanza riuscita la presa diretta dei dialoghi, scattanti, vivaci; simpatici anche l'ambientazione e i personaggi. Forse potresti provare un maggior controllo stilistico pur senza alterare l'atmosfera "ruspante"... Per me sarebbe interessante anche sentir parlare la proprietaria Molly, se non erro unico personaggio femminile, inserirla cioè nei dialoghi sperimentando un registro diverso dagli altri personaggi... ma è solo un'idea personale.
RispondiEliminaUna battuta di Molly ci starebbe proprio bene, quando si piazza dietro la cassa.
RispondiEliminaSenti, ho una nota sibillina sull'attacco e sul finale:
L'attacco: qui cerchi di stabilire il tono alla Raymond, ma dove tu descrivi, Raymond evoca: puoi migliorare.
Poi però il racconto mi sembra ben fatto e ritmato, anzi via, dirò che non è male per niente.
Arriva quasi in fondo, ma da "Carlo continuò ..." in poi secondo me c'è una caduta di tensione e cattiveria - lo raffinerei.
Un esempio di dialogo incalzante, crudo ed efficace, che riesce a rappresentare bene le immagini della storia ; non so dare consigli di editing, ma rimaneggerei un po' quella parte che va da 'Carlo uscì a fumare una sigaretta' fino al giocatore di carte rumeno che apre la finestra. A me piace molto il fatto che come 'prologo' tu faccia riferimento ai tuoi autori preferiti e racconti un po' la 'genesi' della storia, con auto-ironia
RispondiEliminacaro Massimo, la primavera scorsa, commentando un mio racconto, hai detto che ti sarebbe piaciuto scrivere con la mia delicatezza. Io dico che mi piacerebbe scrivere con la tua irruenza che sento naturale. Scrivi in un modo che prende.
RispondiEliminaVoglio darti due consigli. Attento alla punteggiatura! ( ti lasci prendere dal raccontare ed ad un certo punto non la controlli più).
Il finale. Generalmente i tuoi finali hanno un che di moralistico che non si addice alla crudezza della situazione.
Caro Sauro ricordo il mio commento al tuo racconto e ti ringrazio per i tuoi.
RispondiEliminaLa punteggiatura è sempre stato un problema ed è ora che mi metta per bene.
Il finale – questo finale – ha suscitato più di una perplessità e questo è un mio cruccio visto che il bar di molly è nato, è stato andando avanti, - voglio provare “il lungo” – con l’idea che avevo in testa ricordando un episodio passato, infatti ho conosciuto un ragazzo – allora si era tutti ragazzi – che aveva vissuto i suoi vent’anni alla fine degli anni ’70 ed aveva fatto la sua bella carriera. E ricordando quegli anni vissuti al massimo non aveva rimpianti solo a volte ricordava qualcuno – più di uno - che si era “perso” per strada e sembrava che lo dicesse davvero “ Vi dico una cosa sola, continuate pure a fare questa vita, a pippare e a fare gli stronzi, ma sappiate fin da ora che la metà di voi finirà con un buco in testa prima dei 25 e gli altri con il cervello fuso o in galera”
Ovvio che ho drammatizzato, ma poi neanche tanto.
Ci vediamo stasera