domenica 17 ottobre 2010

Due poesie - Caterina

Due poesie di argomento "verde", scritte qualche tempo fa...

Caterina



VISITA ALL’ARBORETO
(di Vallombrosa, FI)


Mi guariscono un attimo
questi viali ordinati uguali
come i solchi che ci invecchiano
rassicuranti cartelli documenti
per piante foglie alberi
germogli ipotesi di vite
le specie finora conosciute

Sorride la guida sembra
un sole uno dei tanti
sanno di terra le sue parole
buone a crescere sequoie
catalogare i castagneti
e vorrei applicarle agli occhi
guarnirmi in tralci verdi

Ma appena ho i passi fuori
torna a covarmi il caos
la lava primordiale il cielo unto
lo spoglio dei rami la furia
contro i venti il dio cemento
e mi sento fuga di memoria
erba da falce la lama dentro




CONCERTO TERRESTRE


Sei un linguaggio che cerca con parole
la voce minerale ben nascosta nel terreno
fotografa le forme studia nel silenzio
l’anima chimica la formula astrusa
che fa crescere a tempo radici

Mentre il mio orecchio solo sa cogliere
il segno dei passi seminati sul selciato
suonare il contrasto salvare dall’ombra
il profilo più verde dell’erba
prima che il fiore l’accechi di rosso

(mani diverse sugli stessi tasti
unico fiato nella gola del suolo)

8 commenti:

  1. Mi immergo completamente nei tuoi scritti e traggo una sensazione profonda di pace dai tuoi versi in ?Visita all'arboreto' 'sanno di terra le parole / buone a crescere le sequoie/vorrei applicarle agli occhi/ guarnirmi in tralci verdi' sono estremamente efficaci per me. Come la capacità taumaturgica della natura. Rimandi dannunziani in sottofondo (Pioggia nel pineto)
    Concerto Terrestre : il primo gruppo di 5 versi mi piace tantissimo e per una strana sincronicità mi rimanda ai plichi che sto leggendo in questi giorni sulla Spagyria..
    Grazie x la raccolta 'La Tempesta' sto leggendola e rileggendola ma non trovo niente da cambiare. Brava, come sempre, anzi sempre un po' di più

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  2. Grazie per le tue parole. Sì, la Pioggia nel pineto mi era cara. Il "verde" mi è caro ancora. Ma ultimamente più che di una culla di pace o di gaurigione, a me spesso fa l’effetto di una crepa…

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  3. Il ritmo è diverso da quello che ho ascoltato in altre tue poesie. Questo si accorda con il mio modo di sentire, soprattutto quando il tema di sottofondo è la natura.
    Quindi io dico: OK.
    Sono però convinto che gli amanti della poesia nervosa storceranno la bocca.

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  4. Grazie Sauro, le tue letture sono sempre molto attente. Non sono sicura di aver capito cosa/chi intendi per "gli amanti della poesia nervosa", comunque sì, anche io preferisco solitamente un tipo di poesia (e di narrativa, di musica ecc.) piuttosto nervosa; però pure il bisogno di abbassare la pressione ogni tanto si fa sentire, e hai ragione, qui stavo cercando un ritmo diverso, anche se solo un tentativo.

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  5. cara soffri davverio tanto, se togli la strofa di mezzo al primo poema ritrovi lo stesso schema nel secondo: oserei dire una"analisi" poetica della natuta ,comunque incomprensibile pienaMENTE ma sempre rassicurante come fosse la mamma personale sepur chiamandosi Era. ma poi la realtà dura grigia postindustriale manmade che ti avvolge e non ti lascia mai libera-
    continua prima o poi troverai una valle da cui non più tornare.

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  6. Soffrire? e chi l'ha detto che scrivere poesie (non proprio allegre, lo ammetto) sia soffrire. Anzi. Così come non è mica detto che la natura debba per forza essere madre (o matrigna, amante, sorella ecc.). Ci si adatta a tutto, per carità, un po' come alle lingue straniere. Ohi, e poi addirittura una "valle senza ritorno" mi auguri... devo iniziare a fare scongiuri, gesti scaramantici...? Scherzo, grazie per il tuo commento.

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  7. ..-solo per chiarire che la valle senza ritorno ..lo è perchè così accogliente che non la vuoi lasciare dalla felicità che provi e ci fai provare a noi lettori..e perdona commenti fra amici che non vogliono essere invasivi
    ciao e grazie a te

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  8. Ma sì, certo, avevo capito... troverò anche io la mia Itaca, stavo solo scherzando. Lo so che siamo tra amici per niente "invasivi", anzi cari e sempre molto attenti e precisi, perciò fanno piacere tutti i commenti ognuno col suo stile, soprattutto quelli incrociati (chi scrive narrativa e commenta poesia e viceversa). Perdonami tu, in realtà sono allegra e non mi prendo molto sul serio, men che mai quel che scrivo, però ora provo la risposta a tono: la cosiddetta natura, a parte il fatto che, lei sì, è davvero malconcia poverina, consola solo per poco, forse nello scorgervi qualche traccia di un suo disegno (apparente?), una cifra armonica nelle forme più o meno belle e regolari ecc. e da qui l'idea di cercare strofe tagliate identiche o simmetriche - anche se poi la comunione non riesce e prevale l'estraniamento che bene hai notato tu - e mi rendo conto di quanto sono contorta...! Grazie di nuovo, a venerdì

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