The Division Bell
Sul tavolo fuori nel resede c’era il sacco nero con dentro i palloncini della festa gonfiati con la pompetta perché si dice la vulcanizzazione della plastica con cui sono fabbricati li rende cancerogeni, l’aria dentro ora forse è fiato cancerogeno, intorno alla bocca, sulle labbra no. Gli alcoltest al cromo si riconoscono dal reagente di colore giallo che diventa verde con l'alcol. Anche quelli sono cancerosi. Un tasso alcolemico alto, un potenziale assassino. La televisione spenta non alita più correnti malsane di pensieri, di politici atti tremendi, di film esagerati e spettacolari fatti perché ci si impasti con atti mancati un sonno malato. Amici lontani di cui non so più niente. Segnali dal futuro agitano la mano, sempre pensati prima che si avverino. L’aria gelata entra dalla finestra, la maglia mi protegge i polmoni, la gola, la sosta intorno alla sigaretta, per respirare l’idea di voler avere un’autonomia di respiro. Fuori c’è sempre il susino che quando era un ramoscello anonimo ha portato come uno spaventapasseri le nostre preghiere al vento, l’assillo che se ne andassero i nostri, come cavalli al galoppo per tutti i cieli della terra, sottili pensieri in una chioma di bisce. Ogni frutto che ha dato sono questi susini rossi. Verrà potato e perderà i suoi serpi sulla mota. Tutti in bicicletta. Niente di tutto questo è mai avvenuto o solo appena. Niente è stato detto, invalidato, effettuato. Soprattutto medusa è tanto tempo che è estinta. Sul tavolo fuori nel resede non c’è più niente. Io sulla spiaggia mentre cerco conchiglie. Un omino manovra la sua piccola barca sul tappeto di plastica. In quattro anni si è aggiudicato un paio di Nike, una vasca da bagno giocattolo e un’attrezzatura completa per hockey. Minuzzichi, cassetto con ricordi e scatti. Io sempre che nascondo gli occhi al sole. Io al telefono con un amico che non c’è più. Io con mio padre. Io che saluto. Fuori, il segnale del passaggio a livello è lo stesso delle campane in una canzone dei pink floyd. Ogni volta che lo sento attacca High Hopes.
Ora in un altro paese, in un altro spazio, Jean Claude si appresta alla potatura delle piante da frutto. Vi si arrampica come un lembo di terra. Smoccola su quei rami che fatica a raggiungere. Cadono senza rumore.
Mentre esce di casa con un plico e la scorta, Liu Xia scompare accompagnata dal fratello minore Liu Hui, condotta da un drappello di poliziotti. Una donna partorisce. A Dhaka c’è un ponte di barche sul fiume Buriganga tra i giacinti d’acqua. I pendolari attraversano il ponte galleggiante. L’attraversamento del ponte costa 2 taka (0,02 dollari americani).
Il Pacific Trash Vortex "Si divincola come un grosso animale senza guinzaglio", un celenterato piccolo che pare fiorire dal nulla quando il mare è caldo e piatto, dondola.
Vedi anche:
Pacific Trash Vortex
http://www.disinformazione.it/mare_di_plastica.htm
Pink Floyd_ High Hopes (traduzione italiana del testo http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=3177)
High Hopes
Beyond the horizon of the place we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun
Along the Long Road and on down the Causeway
Do they still meet there by the Cut
There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay
The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder
Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide
At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world
Encumbered forever by desire and ambition
There's a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we've been so many times
The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river
Forever and ever
Grandi Speranze
Oltre l’orizzonte dei luoghi in cui vivevamo
quando eravamo giovani
In un mondo di magneti e miracoli
I nostri pensieri si smarrivano con sconfinata costanza
La campana della divisione già suonava
Per la Lunga Strada e giù per il Sentiero
Si incontrano ancora vicino al Canale?
C’era una banda cenciosa che seguiva i nostri passi
Correndo prima che il tempo ci portasse via i nostri sogni
Lasciando la miriade di piccole creaturea provare a legarci al suolo
A una vita consumata da una lenta decadenza
L’erba era più verde
La luce era più brillante
Circondati da amici
Le notti di meraviglia
Guardando oltre le braci dei ponti che bruciavano dietro di noi
Fino ad un’apparizione fugace del verde sull’altra sponda
Passi avanti ma da sonnambuli tornati all’indietro
Trascinati dalla forza di qualche marea interiore
Ad un’altezza maggiore a bandiere spiegate
Raggiungevamo le folli vette di quel mondo sognato
Oppressi per sempre da desiderio e ambizione
C’è una fame ancora non soddisfatta
I nostri occhi vuoti ancora vagano all’orizzonte
Sebbene per questa strada siamo scesi tante volte.
L’erba era più verde
La luce più brillante
Il gusto più dolce
Circondati da amici
Le notti di meraviglia
La rugiada lucente
L’acqua corrente
Il fiume senza fine
Per sempre e sempre
Un’immagine:
http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.movetico.org/wp-content/uploads/plastica.jpg&imgrefurl=http://www.movetico.org/il-settimo-continente-della-vergogna/&h=350&w=455&sz=62&tbnid=9PQF_efgU59EdM:&tbnh=98&tbnw=128&prev=/images%3Fq%3DPacific%2BTrash%2BVortex&zoom=1&q=Pacific+Trash+Vortex&hl=it&usg=__9S3VTe8IpJ5NY_7b5n0ahlifb-0=&sa=X&ei=dNXHTMfDFomWswb5urHGBg&ved=0CCEQ9QEwAg
Di questo breve racconto, come nell'altro, mi hanno colpito le immagini, il ritmo, la suggestione del brano musicale ricordato/evocato. Qui, almeno a una prima lettura, mi è sembrato non esserci una vera e propria trama o un'azione dominante, ma piuttosto una visione sincoronica, tante azioni passate e presenti in un quadro ricostruito dall'io narrante (forse seguendo lo "smarrirsi del pensiero costantemente senza confini"?). Si avvertono comunque (come in High Hopes) anche un forte legame con il suolo e lo scorrere di maree interiori. E la fine sospesa, forse riprendendo dalla canzone il senso di quella "fame non ancora soddisfatta" e gli occhi all'orizzonte...
RispondiElimina... verso il mare di "speranze" che è anche, fisicamente, trionfo dei rifiuti e della "plastica".
RispondiElimina(chiedo scusa, ma mi sono accorta che mancavano le ultime righe al commento precedente!)