Cari, anzi, dannati colleghi,
Leggendo alcuni dei vostri testi, munito di penna feroce stile Anton Ego (tutte fantasie private) , mi imbatto ripetutamente nell'uso irriflesso di quelli che depenno come luoghi comuni, e qundi per me errori. Errori perchè l'occasione dello scrivere potrebbe essere una opportunità di riflessione, di rottura del gioco linguistico più di superficie, di uso analitico, pensato, creativo del linguaggio. L'occasione di introdurre una combinazione del tutto nuova di termini, mai usata ma, anzi, e, corretta e chiara. Non è improbabile, ci ha detto Chomsky, se non ci limitiamo a far scattare il riflesso stanco di una abitudine.
E' la sfida che porta alla rottura dei giochi linguistici, la sfida che può far scorgere un frammento di una semantica del linguaggio che non sia convenzione. O forse aveva ragione Ludwig, e anche questo contorcersi e ribellarsi è solo parte di un gioco linguistico...
Li trovate brutti anche voi? E quale è il confine tra luogo comune e non?
Leggendo alcuni dei vostri testi, munito di penna feroce stile Anton Ego (tutte fantasie private) , mi imbatto ripetutamente nell'uso irriflesso di quelli che depenno come luoghi comuni, e qundi per me errori. Errori perchè l'occasione dello scrivere potrebbe essere una opportunità di riflessione, di rottura del gioco linguistico più di superficie, di uso analitico, pensato, creativo del linguaggio. L'occasione di introdurre una combinazione del tutto nuova di termini, mai usata ma, anzi, e, corretta e chiara. Non è improbabile, ci ha detto Chomsky, se non ci limitiamo a far scattare il riflesso stanco di una abitudine.
E' la sfida che porta alla rottura dei giochi linguistici, la sfida che può far scorgere un frammento di una semantica del linguaggio che non sia convenzione. O forse aveva ragione Ludwig, e anche questo contorcersi e ribellarsi è solo parte di un gioco linguistico...
Li trovate brutti anche voi? E quale è il confine tra luogo comune e non?
meno criptico please.
RispondiEliminasembra che tu faccia narrativa in questo commento....
Anche io l’ho trovato criptico ma la narrativa – almeno quello che piace a me – è quella chiara e fluente.
RispondiEliminaIn relazione ai testi pubblicati sul blog: li ritengo tutti importanti per rompere la rassicurante cerchia di lettori familiari, o la sorda considerazione di un cassetto. E comunque per confrontarsi.
Sono convinto, che per tutti noi sia fondamentale arrivare alla consapevolezza, alla coscienza – per riprendere la già citata lezione del Giusti – di quello che scriviamo. Uno scrittore cosciente va fino in fondo e poi decide quello che vuol fare con la scrittura. In fondo, ma si potrebbe dire in cima, si può sempre continuare a Scrivere.
A me questo scritto fa riflettere su quanto a volte sia difficile (e parlo per me per prima) per pudore, per paura di sembrare saccenti o presuntuosi, criticare apertamente qualcosa che non ci convince o non ci piace di quanto scritto da altri. Però credo che dovremmo sempre dire quello che pensiamo anche se si tratta di critiche, perchè è ovvio che se siamo qui è perchè ci interessa il parere franco degli altri, uno scambio di opinioni anche eventualmente contrarie. Quindi vorrei che ognuno si sentisse libero di poter prendere quella penna rossa e segnare gli 'errori' o quelli che lui vede come tali (fermo restando il diritto di replice :-)
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