Un'altra autotraduzione poetica, con la relativa trascrizione del testo originale.
a presto,
Nahid
she'r
àghàzide az hich
àràmide bar golbarghàye 'atre nargesin
baràmade az làyehàye por khame khàb
tazalzole zolàle saràb
bar àstàneye tapandeye mahtàb
sardargomiye raghighe meh
bar sathe ràme mordàb
va rosube molàyeme 'ud
bar tàr tàre gonge vojud
Poesia
Iniziata dal nulla
giacente sui petali del profumo di narciso
innalzata dagli strati sinuosi di sonno
trasparente tremito di miraggio
sulla soglia palpitante di luna
rarefatto smarrimento di nebbia
sulla superficie placida di palude
e lento sedimento di liuto
sull'opaco filiforme dell'essere.
Un bel gioco armonioso e piuttosto articolato di consonanti, con prevalenza della S e la P (contenute, sarà un caso?, anche nella parola "poesia"), che qui con le varianti minori Z, F e T, B, danno luogo, mi sembra, a due movimenti solo appentemente opposti e in realtà complementari: il suono sibilante, che scorre e striscia, e il suono secco che si ferma, si posa, si sedimenta. Mentre le M e le N danno la musica di sottofondo...
RispondiEliminaMi ha colpito molto quel che hai detto al laboratorio di poesia su ispirazione e tecnica. Tornata in mente una massima di J. Keats: «Se la poesia non viene naturalmente come le foglie vengono ad un albero, è meglio che non venga per niente.»