Contro la chiusura della LibreriaCafè
Incontrarsi a La
Citè
(Corteo di protesta per la chiusura della LibreriaCafè
Silenzio e ombre sedute
sugli scaffali de La
Citè
nelle pagine del Cafè
Libreria, sul pianoforte
fra divani e abat-jour.
Salva la pubblica quiete.
Il proclama del giudice:
“Locale chiuso dalle nove
alle sette del mattino.
Disturbo alla quiete.”
Buonanotte Firenze!
Un colpo basso alla cultura.
La cultura viaggia nell’aria
suono delle voci, note
della musica, fruscio delle idee,
non porta degrado,
confonde le facce di pietra
le teste devote agli schermi.
Che viva nel cuore
di Firenze per la passione,
gli occhi dei giovani.
Oggi si spalanca la porta:
si va in corteo, si parla
dell’essere alla città dell’avere.
Rabbia, lavoro che muore.
Sepolto il progetto di anni
fuori dal senso oggi vincente
della vita, senza vetture
Ferrari da mostrare
sul Ponte Vecchio.
Sul sagrato del Carmine
s’inchiodano cartelli
nell’afa della sera di luglio:
“No alla città vetrina del lusso”
“La noia modella la normalità”
“Adotta un libraio senza lavoro”.
Si muove il corteo avvolto
dalla musica: l’altoparlante
dal furgone suona Brazil
Brazil.
Il corteo ondeggia al ritmo
della samba, le carrozzine
avanzano a tratti, a zig zag.
Riprende il ritmo la ragazza
sul tetto dell’Ape rossa,
il trampoliere sulla bici,
i cani al guinzaglio.
Si distende l’orchestra
dixieland, cappelli di paglia.
Al centro la tromba
si muove da una parte, dall’altra,
teste, braccia, cartelli
seguono il movimento.
Alla fine il risciò a pedali
vestito di nappe e bandiere.
San Frediano alle finestre,
si muovono donne discinte
ragazzi a torso nudo
al ritmo dell’orchestra,
si sbracciano in saluti,
i pollici delle mani in alto.
Piazze, vie tra ali di folla,
blocca il traffico la polizia
ronzano le radio collegate.
Piazza della Passera:
due ragazze in costume
sul tavolo del ristorante.
Le parole della denuncia
al giudice: “Escono nella notte
da La Citè,
parlano, ridono.
Che ridono a quell’ora?
Chiudano alle ventidue
e musica di Bach e Mozart!”
Urla, fischi sempre più alti:
“La vita fa rumore, fa rumore!”
Il corteo avanza, compare
Santo Spirito: “La piazza
dove si vive, del degrado”,
ironia dall’altoparlante.
Sara al centro, bella,
una figura del Botticelli,
parla di libri, di musica,
di incontri, di concerti.
Ferrari al Ponte Vecchio?
No a un caffè libreria?
Due gitane, vestiti rossi,
battono forte le mani,
musica del flamenco
sul sagrato della Chiesa.
La facciata apre
le ali
nell’armonia delle
volute.
Roberto Mosi, 10 agosto 2013