lunedì 19 agosto 2013

Solidarietà per la LibreriaCafè La Citè

 

Contro la chiusura della LibreriaCafè


Incontrarsi a La Citè

(Corteo di protesta per la chiusura della LibreriaCafè

 

Silenzio e ombre sedute

sugli scaffali de La Citè

nelle pagine del Cafè

Libreria, sul pianoforte

fra divani e abat-jour.

Salva la pubblica quiete.

 

Il proclama del giudice:

“Locale chiuso dalle nove

alle sette del mattino.

Disturbo alla quiete.”

Buonanotte Firenze!

Un colpo basso alla cultura.

 

La cultura viaggia nell’aria

suono delle voci, note

della musica, fruscio delle idee,

non porta degrado,

confonde le facce di pietra

le teste devote agli schermi.

 

Che viva nel cuore

di Firenze per la passione,

gli occhi dei giovani.

Oggi si spalanca la porta:

si va in corteo, si parla

dell’essere alla città dell’avere.

 

Rabbia, lavoro che muore.

Sepolto il progetto di anni

fuori dal senso oggi vincente

della vita, senza vetture

Ferrari da mostrare

sul Ponte Vecchio.

 

Sul sagrato del Carmine

s’inchiodano cartelli

nell’afa della sera di luglio:

“No alla città vetrina del lusso”

“La noia modella la normalità”

“Adotta un libraio senza lavoro”.

 

Si muove il corteo avvolto

dalla musica: l’altoparlante

dal furgone suona Brazil Brazil.

Il corteo ondeggia al ritmo

della samba, le carrozzine

avanzano a tratti, a zig zag.

 

Riprende il ritmo la ragazza

sul tetto dell’Ape rossa,

il trampoliere sulla bici,

i cani al guinzaglio.

Si distende l’orchestra

dixieland, cappelli di paglia.

 

Al centro la tromba

si muove da una parte, dall’altra,

teste, braccia, cartelli

seguono il movimento.

Alla fine il risciò a pedali

vestito di nappe e bandiere.

 

San Frediano alle finestre,

si muovono donne discinte

ragazzi a torso nudo

al ritmo dell’orchestra,

si sbracciano in saluti,

i pollici delle mani in alto.

 

Piazze, vie tra ali di folla,

blocca il traffico la polizia

ronzano le radio collegate.

Piazza della Passera:

due ragazze in costume

sul tavolo del ristorante.

 

Le parole della denuncia

al giudice: “Escono nella notte

da La Citè, parlano, ridono.

Che ridono a quell’ora?

Chiudano alle ventidue

e musica di Bach e Mozart!”

 

Urla, fischi sempre più alti:

“La vita fa rumore, fa rumore!”

Il corteo avanza, compare

Santo Spirito: “La piazza

dove si vive, del degrado”,

ironia dall’altoparlante.

 

Sara al centro, bella,

una figura del Botticelli,

parla di libri, di musica,

di incontri, di concerti.

Ferrari al Ponte Vecchio?

No a un caffè libreria?

 

Due gitane, vestiti rossi,

battono forte le mani,

musica del flamenco

sul sagrato della Chiesa.

La facciata apre le ali

nell’armonia delle volute.

 

Roberto Mosi, 10 agosto 2013


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