Da piccole ci hanno raccontato migliaia di fiabe nelle quali cavalieri senza paura affrontavano draghi e altre prove pericolosissime per avere il cuore delle loro principesse e preferivano la morte alla loro assenza, o di principi azzurri perfetti che risvegliavano con un bacio le belle addormentate per vivere da allora eternamente “felici e contenti”.
Da adolescenti ci siamo incontrate ai giardini con i ragazzi che ci piacevano per ricevere o fare una dichiarazione d’amore, abbiamo camminato mano nella mano per la strada, ci siamo scambiati baci, effusioni e piccoli pegni d’amore, da esibire come trofei ed abbiamo versato lacrime, quando, magari nel medesimo giardino, il ragazzo ci lasciava incrociando i suoi occhi improvvisamente di ghiaccio con i nostri gonfi di pianto.
Adesso, però, siamo adulte e soprattutto è arrivato il pc!
Resettate completamente racconti e esperienze giovanili, i cui modelli sono totalmente superati e obsoleti, ora funziona così e chi non si adegua resti single per sempre!
Ci si conosce su facebook, nella migliore delle ipotesi, altrimenti su siti maggiormente mirati, navigabili solo dalle più scafate.
Il grosso vantaggio è che puoi fare amicizia direttamente dal tuo cellulare collegato in rete, magari mentre ti annoi in coda alla posta, o alla cassa del discount senza perdere tempo e fatica a socializzare di persona con la gente che incontri.
Capito perché nei luoghi di aggregazione le persone, invece di comunicare tra loro, stanno fisse con lo sguardo sul monitor del cellulare e con le dita pronte a digitare velocemente parole?
La dichiarazione avviene via chat, messaggio privato o magari per i più romantici, via e.mail. Se trovi uno capace, ci sta che inserisca nel testo pure qualche immagine o effetto speciale, allora sì sarà un gran batticuore.
Non c’è più bisogno di scambiarsi pegni d’amore e presentarsi davanti agli amici per informarli timidamente che si sta insieme, d’altra parte siamo in crisi economica, il tempo è denaro ed il risparmio è importante, basta modificare lo “status” (quello con il cuoricino), così world wide si verrà a sapere del nostro fidanzamento e dei vari gradi della relazione (si passa da single a it’s complicated, in a relationship, widow, per poi tornare a single in un ciclo continuo e turbinoso). Le passeggiate sono sostituite da lunghe navigazioni in rete (mi raccomando dotatevi della tariffa flat o sentitevi in orari in cui la connessione non vi costa).
Problemi di cattivi odori da sudorazione, igiene, sesso sicuro, tediose discussioni sull’uso del profilattico e malattie sessualmente trasmissibili sono superati: c’è la web cam! Vuoi mettere la comodità di fare sesso direttamente a casa tua (questo alle poste o al supermercato è un po’ più complesso), magari mentre ti si asciuga lo smalto ai piedi. Devi solo fare delle prove per capire che parte di te viene inquadrata dalla telecamera e con quale altra puoi occuparti di altre incombenze. Da “popolo della non trombanza”, secondo la terminologia scientifica di un mio amico a cui ho rubato senza permesso l’espressione, a popolo di onanisti, ma tecnologicamente avanzati.
E quando gli siete venute a noia? D’altra parte in uno stile di vita fast food, non vi illuderete che possa durare…l’update è un must.
A scelta, sempre in base al livello di profondità, coraggio e senso di responsabilità del vostro partner, nonché alla sua collocazione fisica nel globo terrestre, il segnale di game over arriva con un sms, un messaggio privato, una e.mail, o, se siete particolarmente fortunate, una telefonata, caso in cui sentirete finalmente il vero contatto umano.
Ora ho capito perché non ho il fidanzato: il mio pc non ha la cam…;-).
Mi piace come l’ironia - primo biglietto da visita di quel che scrivi - immetta pian piano in un mondo di significati più profondo e verosimile. Il piglio confidenziale, in apparenza semplice e leggero, procede e alla fine chi legge concorda: “ma sì, è proprio così!”. Le immagini che hai scelto mi sembrano efficaci. I giardinetti che dipingi, un ricordo tenero e lontano (immedesimazione autobiografica che funziona?). Però che bello era quando era tutto più semplice e non ci si lasciava via sms (bastava un bigliettino) senza effetti speciali e con qualche lacrima… panta rei… ma almeno ci si lasciava dopo un minimino di contatto fisico, e che diamine! Ora, tra byte-batticuori, cybervoyeurs e luoghi di aggregazione ossimorici in cui preferiamo star soli e comunicare attraverso lo schermo, tutto molto virtuale e poco virtuoso. Per non dire triste. E ciò, purtroppo, come emerge dal tuo reportage, non riguarda solo adolescenti curiosi del web ma anche la fascia d’età comunemente definita “matura” o quasi. Oh yes, it’s complicated… Ma ora mi zittisco, anche perché, tanto, lodare un po’ moralisticamente i bei tempi andati cosa serve? Anzi, può essere utile questa panoramica proprio per chi come me da incorreggibile retrò non si vuole resettare... o magari attrezzarsi per la cam in caso di update :-) Ciao e complimenti
RispondiEliminaSi vede e si legge bene quello che scrivi, soprattutto per quelli come me che sono stati ai giardinetti, ora è tutto più facile, tutto più accessibile: Ma vi ricordate le telefonate alla ragazzina di turno al telefono di casa dove regolarmente rispondeva il babbo? Attimi terribili.
RispondiEliminaOgni generazione è convinta di essere migliore delle altre, oppure vuol essere ultima, detto alla Chuck Palahniuk, la tecnologia è il campo su cui si gioca la partita, ma se la vecchia guardia si adatta può fare ancora molto nel bene e moltissimo nel male.
Ad ogni modo i ragazzini che si baciano in strada e scrivono sui muri “buongiorno Amore mio” ci sono ancora, per fortuna.
Massimo non dirlo a nessuno che ti ho pagato caro per i commenti positivi ;-).
RispondiEliminaComunque è vero, il mio primo amore, nonchè compagno di classe (un classico) chiamava a casa dicendo "sono un compagno" e mia mamma lo sgamava subito :-)).
Caterina: meglio essere retrò reali che alla "page" virtuali ;-).